Perchè ho scritto questo blog
Ricordo che il mio primo trasferimento per motivi di lavoro l’ho fatto a meno di sei anni, quando mio padre decise di trasferire, appunto per motivi di lavoro, tutta la famiglia da Mantova a Falzè di Piave, un piccolo paesino in provincia di Treviso.
Da quel momento, con quel cambio radicale di vita, ambiente e abitudini, i miei ricordi sono molto presenti nella mia mente, come se la vita fosse cominciata allora e mi avesse accompagnato poi nella crescita fino ad oggi, con i miei 39 anni quasi compiuti e, possiamo dirlo, con circa metà vita già trascorsa alle spalle.
La mia è stata una giovinezza normale, in un paese tranquillo, con una famiglia normale che riusciva a garantire un buon tenore di vita a me, mia sorella e mia nonna materna che viveva con noi; gli anni della scuola e dell’adolescenza sono passati bene anche se poco sono serviti, come cultura specifica, alle mie future scelte professionali.
Il lavoro, dall’84 ai giorni nostri, ha occupato una parte rilevante della mia vita, influenzando molto anche quella personale con i suoi primi fallimenti nell’imprenditoria artigiana e poi, con l’ingresso nel mondo commerciale come venditore, prima di computer e poi di detersivi nel 1987. Da lì l’inizio di un’avventura professionale segnata da impegno, soddisfazioni, trasferimenti in giro per l’Italia, riconoscimenti e rinunce, sia personali che di mia moglie e del mio primo figlio Giacomo, che nel frattempo è nato ed oggi ha 26 anni.
La decisione di scrivere questo blog è maturata nell’aprile del 2002, quando all’apice della mia carriera professionale come amministratore delegato e direttore generale di una società che fatturava 185 miliardi delle vecchie lire, ho preso una decisione importante, difficile e drastica, che ha letteralmente stravolto la mia vita e che, se da un lato mi ha fatto soffrire moltissimo, dall’altro mi ha fatto vedere la vita da un’ottica diversa e mi ha fatto scoprire come, da un semplice rapporto di lavoro, possano nascere dei sentimenti e dei valori tra le persone molto sinceri e profondi.
E’ bellissimo che tutto ciò possa accadere ed è proprio in quel momento che mi sono detto “adesso ho qualcosa di importante da dire – mi piacerebbe un giorno poter scrivere un libro su quanto ho vissuto e provato”. Anche se sarà letto solo da parenti e amici, o se il suo contenuto sarà apprezzato da un solo lettore, sarà per me un grandissimo successo
Ed eccomi qua, in un lunedì di Pasqua, alle 6.00 di mattina davanti al mio computer, a scrivere questo primo paragrafo, a cui ho già cambiato tre volte il titolo, cercando di farvi capire in sintesi cosa troverete in queste pagine e cosa vorrei trasmettervi, se ne sarò capace. Non nascondo che sono emozionato come al primo giorno di scuola, non ho mai scritto un libro e mai, prima di un anno fa, avrei detto e pensato di scriverne uno; sono tra l’altro un pessimo lettore in quanto il tempo è sempre stato poco e quel poco, se ero solo lo dedicavo a letture di tipo “professionale”, se ero a casa, lo dedicavo alla mia famiglia.
Spero di non deludervi e spero che possiate trovare in questa storia dei buoni e utili spunti di riflessione sui valori della vita e su come viverla al meglio, coniugando momenti, impegni e desideri di vita familiare, professionale e personale.