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Maratona di Treviso | Ciao zio…

Sono le quattro di domenica mattina, 10 marzo 2013; chi mi conosce sa che dormo poco, sono sveglio da un’oretta ed ho già fatto colazione. Mentre mi facevo l’immancabile spremuta d’arance (6 ogni mattina, oltre a 2 kiwi), mi è tornata in mente la mia prima maratona su tappeto elettrico, nel 2008 e il racconto che ho scritto, sempre di prima mattina o per meglio dire, di notte, nel maggio 2009.

Sorridevo ripensando a quei momenti, a quando li ho vissuti e a quando e come li ho ricordati nel mio racconto, che ha regalato sorrisi a molte delle persone che l’hanno letto. Era bella la sensazione di avere qualcosa da scrivere, di sentire dentro il desiderio di condividere …. era quella sensazione vissuta allora e che inconsciamente mi stava rifiorendo dentro, sentivo di voler dire qualcosa, di aver voglia di raccontare una bella esperienza, una giornata apparentemente semplice, vissuta con persone a cui sono legato in modo molto importante e a vecchi e nuovi amici. L’impressione era quella di aver voglia di raccontare … la felicità !!!

Quando me ne sono reso conto, mi sono affrettato a finire la colazione, non ho neanche lavato i piatti e sono tornato a letto, ho acceso il pc ed eccomi qui, pronto a raccontare la mia felicità, vissuta domenica scorsa 3 marzo 2013, alla Maratona di Treviso.

Era il 26 dicembre 2012 e, forse preso dai sensi di colpa per le eccessive abbuffate di quei giorni di festa, proposi a mio nipote di fare una corsetta insieme; Federico ha 19 anni ed è il secondogenito di mia sorella Cristina. Fin da piccolo Federico è stato per me quasi come un figlio a cui mi sono sentito sempre molto legato; ho ricordi di quando era bambino e gli facevo gli scherzi, facendogli credere che sfiorando la macchina con un dito, questa magicamente si aprisse… e lui era fierissimo di questi super poteri che credeva di avere . Durante la crescita ha sempre dimostrato senso di responsabilità ed equilibrio sapendo dosare bene la voglia di divertirsi e lo stare in compagnia, con lo studio e gli impegni, dimostrando sempre un’età maggiore di quella anagrafica. Come unico maschio in famiglia, ha anche imparato a “contenere” e “gestire” l’esuberanza della sorella Martina, oggi immersa nel mondo Zumba e anche di sua mamma Cristina che, come spirito, potrebbe essere una Sua coetanea. Federico è da sempre non solo il cugino, ma anche uno dei migliori amici di mio figlio Giacomo.

Quel giorno c’era freddo, ed appesantiti iniziamo il nostro giro, partendo dal parcheggio alla base del Castello di Susegana, proprio dove andrò a correre questa mattina. Lui era in tuta da ginnastica, con sotto una maglietta in cotone di quelle che quando si bagnano con il sudore pesano il triplo, con delle scarpe piatte tipo Adidas Stan Smith che a me fanno venire il mal di ginocchia solo a vederle e con il marsupio a tracolla, pieno di cose che ballavano e sbattevano ovunque ad ogni passo. Lui mi raccontava delle Sue prime corse, di come quel giorno il correre un’ora sarebbe stato il suo record personale, non avendo mai corso per più di 45 minuti. Perfetto gli dissi, ma allora perché non ci alleniamo per fare insieme la Maratona di Treviso? La risposta è stata immediata e decisa “Si zio, possiamo provarci!!”. Solo un’altra persona, quattro anni fa mi aveva stupito per determinazione nella risposta quando Le avevo proposto di fare insieme la Maratona di Berlino. Nella seconda parte del percorso cominciò a chiedermi delle cose sulla maratona, informazioni varie…, fino al 45esimo quando la fatica ebbe il sopravvento su tutto. L’ultimo chilometro lo facemmo spingendo, un po’ misurandoci l’un l’altro; era come se in quel momento stessimo mettendo il paletto di partenza, il punto di riferimento per l’inizio degli allenamenti per la nostra Maratona di Treviso. Arrivammo esausti, quell’allungo era stato azzardato e mise in evidenza quanto lontani fossero dall’avere una preparazione “accettabile” per affrontare decentemente una 42 km, però era bello pensarci, avere un obiettivo per il quale lavorare.

Dopo pochi giorni prenoto i pettorali, cavolo, ma è il 3 marzo, l’hanno anticipata, ci sono solo due mesi per prepararsi ma ormai non si può tornare indietro. Io e Federico ci teniamo in contatto, io da Treviso e lui a Trento per studio.., mi dice che si allena e che gradualmente allunga le distanze, bene. Un giorno a fine gennaio mi scrive un sms “Ciao zio, oggi ho fatto un allenamento da 30 km da solo, sono distrutto ma sono riuscito ad arrivare). Ero stupito, sorpreso, ma soprattutto fiero di me stesso, per aver stimolato mio nipote a questa impresa e fiero di Federico per l’impegno e la concretezza che ci stava mettendo, facendo tutto da solo, con la determinazione di chi vuole farcela.

Maratona di Treviso Gianluca Pellegrinelli

Quel giorno pianificammo un lungo da 30 km insieme, l’ultima grande prova prima della maratona. Era un sabato di metà febbraio e alle 13.00 partiamo dal negozio Briko di Susegana: Conegliano centro, casa della Patrizia dove contavamo in un ristoro ma non c’era nessuno, proseguiamo per Bagnolo, a Carpesica entriamo in un bar e ci facciamo offrire un bicchiere d’acqua (eravamo senza soldi), poi su per le Mire e ancora sempre in salita fino alla fontana di San Pietro di Feletto. Siamo più o meno al 22esimo, lui non parla e corre tutto zoppicante, rimanendo costantemente dietro di me di qualche metro, mi sembrava un cagnolino al seguito che sta lì, in silenzio, non dice niente ma c’è. Arriviamo a Parè, siamo al 28esimo e io gli dico, “vedi, la maratona comincia adesso…”, lui mi guarda e tace ma intuisco cosa pensa “ma perché ho accettato? Cmq non mollo…). Al 29esimo allunghiamo e inizia l’umiliazione, la mia….. io allungo, allungo, allungo e lui, allunga, allunga, allunga…., continua ad allungare, mentre io rallento, ho spinto troppo presto e non sono arrivato alla fine. Lui invece arriva in allungo, sfinito ma intanto mi ha distaccato, nettamente e mi dice “Eh zio, ero stanco e così ho deciso di accelerare per arrivare e finire prima…”, non fa una piega come ragionamento logico e capisco che chi fa la maratona in 2 ore e 08 minuti è solo perchè è stanco e vuole finire prima di chi ci mette 5 ore .

Anche su Facebook se ne parla…., gli amici lo prendono in giro postando Sue immagini in momenti di particolare concentrazione …

Federico Casagrande - Gianluca Pellegrinelli

A 24 persone piace questo elemento.

• Francesca Calvi 9 febbraio alle ore 0.19 tramite cellulare • Mi piace

• Gianluca Pellegrinelli e io devo fare la maratona con questo personaggio !!!!!!!

• Nicoletti Enrico vi adoro XD!!! ahahhaha

• Giorgia De Cao ahahahah we love you,Fede! 9 febbraio alle ore 11.34 • Mi piace

Arriva sabato due marzo, ci troviamo a Susegana e prima di andare a Treviso a ritirare i pettorali passiamo per il negozio per prendere dell’abbigliamento consono alla circostanza, pantaloncini e intimo tecnico, mentre di scarpe “normalmente ammortizzate” lo avevo già dotato prima del lungo di due settimane prima. “E la tracolla?” mi chiede lui…., “quella lasciala a casa, è meglio”. All’Expo incontriamo allo stand SdM Paola Della Giustina e Roberto Da Re che con la loro proverbiale cortesia e giovialità, accolgono Federico come fosse da sempre uno del Gruppo; Roberto poi, da vice presidente, gli da anche una serie di dritte importanti. “Ma quante cose ci danno qui zio?” stupito del pacco gara “bellissima la maglietta tecnica…. La porterò quando andrò a correre a Trento, così farò colpo sulle ragazze”. L’atmosfera è quella del giorno prima di un grande evento, eccitazione, si parla solo di quello, di preparativi…. Ci troviamo anche con Erica che, con poche parole, riesce a trasmettere in modo molto efficace la Sua ammirazione per quel ragazzo così giovane che si è avvicinato a questo sport, tipicamente per persone di età più adulta: E’ difficile vedere un diciannovenne correre, quasi impossibile vederlo in maratona.

Passaggio da Sportler per comprare due barrette e del gel e poi a casa, per la preparazione. Rientrando parliamo del come vestirsi, cosa portare via, la sacca con il cambio, quando prendere la barretta e quando il gel e molte altre cose ma alla fine sembra essere tutto a posto; “ci troviamo domani mattina 7.40 nel parcheggio grande della stazione di Conegliano). Quella sera Federico posta su Facebook: “Se vuoi correre un miglio, corri un miglio. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una maratona” Staremo a vedere (:” … direi che ci siamo, lo spirito è quello giusto.

La mattina dopo, sempre su facebook leggo ………

(vedi vignetta))

….. speriamo bene !!

Il punto di ritrovo a Vittorio Veneto è quello solito, alle 8.30, noi alle 8.00 siamo già lì, siamo i primi, c’è il sole ma fa freddo e al solo pensiero di doverci spogliare ci viene la pelle d’oca. Iniziano ad arrivare le prime persone, Patrizia, Carmelo, Patrizia Gava e poi Stefano, Mauro, Vittoria, Piero e ancora e ancora molti altri …. tutti allegri e con la voglia di partire. Federico è li, contento, coinvolto, il Gruppo gli piace, una foto qui, una lì, tante frasi che si alternano e si sovrappongono: “dai, facciamo una foto…”, “no spostiamoci al sole…”, “ma abbiamo il sole contro…”, “ma è la tua prima maratona?… bravo”, “questa sera vieni a cena?”, “Gianluca mi aspetti?…, ma a quanto andiamo?”, “tventotto…”, “io Vi aspetto al ristoro dei 5km…”, “io a quello dei 38…”, “corriamo insieme?”, “speriamo di farcela, mi basterebbe arrivare…”, “io voglio scendere sotto le 4 ore…”, “io sotto le 3 ore e 30 minuti…, poi ho chiuso…”, “vado a fare la pipi…”, “ancora…, eh mi scappa…”, “dai facciamo un’altra foto tutti insieme…”, “hai i soldi per il taxi …”….. bei momenti, accumunati da emozioni comuni, allargate e condivise….. è forse una delle definizioni di felicità?

Federico Casagrande e Gianluca Pellegrinelli Maratona di Treviso 2013

Sono le 9.15, in gruppo ci avviciniamo alle griglie di partenza e cominciamo a sparpagliarci nelle varie gabbie, il nostro gruppo di una decina di persone, rimane unito nella numero 4 e continuiamo a scherzare, ridere, prenderci in giro. Patrizia era impaziente e non vedeva l’ora di partire.., io la stuzzicavo, fingendo “partiti !!!”.

9.30, finalmente, lo sparo e si parte; la musica ad alto volume ti riempie di adrenalina, un brivido corre per tutto il corpo, quella sensazione che ad ogni maratona ritorna e che non si affievolisce neanche se sei alla tua dodicesima. Con Federico ci guardiamo ed iniziamo a correre, piano piano, la voglia da un lato di farcela e per me il timore, nascosto ma presente, di non farcela, di non ritrovare quelle energie fisiche e mentali che ultimamente si sono un po’ perse …., non so bene dove. Il passaggio nel centro di Vittorio Veneto, la folla, gli applausi e l’incitamento, eravamo lì e Federico era contento di esserci, stava vivendo delle belle emozioni.

Uscendo dalla città vedo che io ho un ritmo più lento rispetto a lui che invece tende ad andare avanti, lo incito a rallentare perché la corsa sarebbe stata lunga e proseguiamo insieme fino al quinto chilometro. Dopo il primo ristoro lui si sente in forza e decide di accelerare un po’ il ritmo, così ci salutiamo, dandoci appuntamento al traguardo.

Conegliano tutto ok, al passaggio a Parè c’è mio figlio Giacomo, i miei genitori e mia sorella Cristina che un po’ mi incita e un po’ mi prende in giro dal momento che Federico mi aveva distaccato di un po’. Proseguo al mio ritmo fino a Susegana dove aggancio i palloncini delle 4 ore e 30 minuti o meglio, loro raggiungono me. Il gruppo prosegue compatto, a Ponte della Priula, con una precisione millimetrica, si incrociano i tre gruppi di palloncini delle 4h e 30min, provenienti dalle tre diverse partenze; è stato molto bello arrivare insieme ed unirsi proprio li, contemporaneamente. Il gruppo ricompattato prosegue, supera Spresiano fino a quando, al 28esimo, vedo in fondo alla via mio nipote, sulla sinistra, esausto e che cammina. Cerco di coinvolgerlo, lo incito a seguirci ma lui niente “no no zio, è la testa, è tutto un problema di testa….” e lì ci siamo persi.

Federico Casagrande Maratona di Treviso - Gianluca Pellegrinelli

Al 32esimo ho dovuto rinunciare al gruppo delle 4.30 in quanto iniziavano a farsi sentire la stanchezza e soprattutto i crampi; ecco mi sono detto, come sempre ora comincia la maratona, quella vera, fino adesso ci siamo solo riscaldati. Pensavo a Federico e volevo sperare che ritrovasse le forze per partire o quantomeno per arrivare, anche camminando; sentivo la responsabilità di averlo coinvolto e mi sarebbe dispiaciuto se non fosse stato in grado di completare la Sua corsa fino all’arrivo. Gli ultimi 10km sono stati la cronaca classica della parte finale di una maratona: fatica, sofferenza, voglia di farcela, incitamento degli amici, soprattutto al “tventottesimo”, sconforto, non mollare…., vedere la in fondo l’arrivo, l’allungo finale, tappeto rosso e finalmente il traguardo…, ce l’ho fatta, sono contento!

Maratona di Treviso 2013 Gianluca Pellegrinelli

All’arrivo, proprio sul traguardo, c’era ad aspettarmi la persona con la quale in questi anni ho condiviso la gran parte della mia vita, delle mie emozioni, dei miei sentimenti… era li e sorrideva con gli occhi…, il Suo sguardo diceva più di 1000 parole…..

Subito dietro Raffaella e molti altri amici della SdM, tutti li pazienti e pronti a festeggiare e a complimentarsi con tutti, anche con me che ero quintultimo, ma so che sarebbe stato così anche con l’ultima persona che fosse arrivata.

Poi ancora, con il suo cane, un mio amico ormai settantenne (mi sembra proprio oggi 10 marzo) ma molto ben portati e con un fisico che potrebbe darmi del filo da torcere in maratona, se solo non avesse problemi di schiena.

Infine una persona che stimo molto, per quello di personale che ha saputo costruire nella propria famiglia, con umiltà e dedizione, mettendola come priorità numero uno della propria vita, prima di qualsiasi altra cosa.

Sono passati pochi minuti, siamo tutti li, parliamo, commentiamo, ci guardiamo e sorridiamo…, sono passati pochissimi minuti, non so quanti ma sono davvero appena arrivato e alle mie spalle arriva Federico, sudatissimo e ansimante, ma molto composto e imperturbabile come sempre…

“Ciao Zio, sono arrivato….., ce l’ho fatta !”.

Io ho fatto la maratona in 4 ore e 42 minuti e Federico in 4 ore e 51 minuti, con soli 9 minuti di distacco.

Credo di poter dire che quel giorno il treno della felicità si sia proprio fermato a Vittorio Veneto e mi abbia poi accompagnato fino a Treviso, grazie.

Sono le 7.30, mi alzo, faccio la seconda colazione e poi proviamo ad andare a fare la 21km di Susegana…, speriamo non piova .

10 marzo 2013

 

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pellegrinelli@glooke.com

Nato a Mantova il 3 maggio 1964 e diplomato come perito elettrotecnico, inizia la sua prima esperienza lavorativa, nel 1984 come commerciale in una agenzia IBM. Successive esperienze commerciali in P&G (7 anni), Montenegro (1 anno) e Tecnica (4 anni) e poi come amministratore delegato di Intersport Italia (4 anni) e infine di Briko spa (3 anni). Ha pensato e creato due startup web, nel 2007 Galileo, un B2B innovativo per contenuti e funzionalità e nel 2012 Truckpooling, il principale comparatore online per spedire merci. Nel 2002 inizia la sua avventura di imprenditore in provincia di Treviso nel commercio al dettaglio di articoli sportivi e subito dopo, nel 2003 con la vendita online nella quale ha maturato ad oggi più di 14 anni di esperienza. Tra i vari siti e-commerce del suo gruppo il principale è Glooke Marketplace ( https://www.glooke.com ), il centro commerciale online con più di 120.000 prodotti praticamente di tutte le merceologie, incluso l’alimentare. Glooke Marketplace vende in 120 Paesi ed ha identificazione fiscale diretta in UK, DE, FR e ES, oltre ad avere circa 20 account nei principali marketplace a livello mondiale. Esperto di Marketplace, è consulente di Ebay e di Confcommercio per le quali ha seguito il progetto “eBay adotta l’Aquila”. Sempre per eBay e Confcommercio si occupa su base continuativa di formazione ed avvio al business online di aziende.

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