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Primi approcci al mondo del lavoro

Terminata la scuola, decisi di iniziare ad avvicinarmi al mondo del lavoro in vari modi, ben conscio che comunque tutto quello che avrei fatto in quei mesi sarebbe stato in ogni caso provvisorio, visto che dovevo svolgere il servizio militare; la cosa mi disturbava non poco, mi sembrava di perdere tempo inutilmente, quasi un anno a vuoto, a cui poi si sarebbe sommato l’anno della leva.

In realtà di tempo perso c’e’ ne stato poco in quanto fin da subito iniziai ad affiancare mio padre nel suo lavoro di agente di commercio nel settore del mobile, ricordo che mi portò a comprarmi un vestito nuovo, giacca, camicia e cravatta, per andare alla prima fiera di settore a Milano e per presentarmi ai suoi clienti facendomi sembrare a tutti gli effetti una persona “adulta e matura”. Per un certo periodo, anche se non su base costante, andammo a visitare clienti, a gestire trattative e concludere vendite, alle quali io assistivo puntualmente senza avere nessun tipo di ruolo attivo, come è peraltro normale quando si affianca qualcuno che svolge un lavoro da tanto tempo; d’altronde anche l’interlocutore stesso che hai di fronte tende a rivolgersi più naturalmente alla persona “storica” e comunque più esperta con cui dialoga da anni. Mi rendevo conto che non sapevo niente sul prodotto, su come fossero fatti i mobili, i materiali utilizzati, la concorrenza e meno che meno su tutte le logiche commerciali e amministrative che regolano un rapporto cliente – fornitore, come si dialoga, chi consegna, come si paga, cosa sono le ricevute bancarie o più comunemente le tratte, che ho scoperto nel tempo essere la stessa cosa. Veramente era come ricominciare tutto da zero, mi domandavo se esistesse una scuola in grado di insegnare tutto ciò e io magari non avevo avuto la capacità di sceglierla o se, più semplicemente quello era l’inevitabile scotto da pagare per immettersi nel mondo del lavoro. Comunque, a parte questa ignoranza di fondo, il fatto che io in quel momento avessi un ruolo assolutamente passivo, non mi disturbava minimamente, anche perché dentro di me avevo la netta sensazione che se fossi stato io al posto di mio padre, da solo e con una base di conoscenze soddisfacente sul prodotto e su tutti gli aspetti commerciali e amministrativi, sarei stato in grado di gestire le obiezioni, di portare avanti una trattativa, di centrare il mio obiettivo.

Questo aspetto era molto importante in quanto, sapevo che le nozioni tecniche si potevano apprendere nel tempo, con l’esperienza e con approfondimenti mirati, cosa diversa è invece una predisposizione di fondo al contatto umano, a sapere gestire le obiezioni, ad avere una mentalità orientata al cliente che, sebbene migliorabile e affinabile, deve essere già naturalmente dentro di te.  Un po’ come nella mia vita privata, ricordate le considerazioni finali sul mio rapporto con Patrizia, avevo la sensazione che guardando al futuro da un punto di vista professionale orientato all’area commerciale, delle buone fondamenta e qualche pilastro fosse già posizionato in me.

 

In quell’estate, tramite un mio cugino di Mantova, venimmo in contatto con una società del posto che aveva brevettato dei tappeti elastici per saltare, di quelli che oggi si vedono un po’ ovunque nei parchi divertimenti e nelle località balneari; per quel tempo si trattava di una novità assoluta non presente sul mercato e che aveva tutto il sapore di un’ottima opportunità commerciale. Così, di lì a poco, i miei cugini acquistarono una di queste strutture da 10 tappeti e la posizionarono a Bibione, località turistica balneare presente sull’alto Adriatico. Mio padre, aveva da parte sua l’interesse a quel tipo di iniziativa e dall’altra il desiderio di coinvolgermi in qualche modo in una attività da svolgere insieme, così iniziammo a vedere se c’era la possibilità di installarne una da qualche parte, Jesolo, Caorle ecc.ecc, alla fine optammo per Revine Lago, una località che distava non più di 20 chilometri da casa nostra dove, in riva al lago omonimo, vi era un parco divertimenti molto rinomato nella zona, aperto da aprile a settembre. Il parco era, ed è tuttora, gestito a livello familiare dai titolari, Franco, sua moglie e il supporto delle figlie Nadia (??) e Tatiana. Franco era un evergreen, alto più di un metro e novanta, gli piaceva essere e sentirsi giovane, in un ambiente di giovani, così saltava fuori dal bancone come si vedeva fare nella pubblicità di un famoso olio, si lanciava in scatti felini per andare a richiamare all’ordine gruppi di ragazzi troppo focosi e scatenati, oppure sfoggiava il fisico prestante a petto nudo prima in riva al lago e poi sulla nuova piscina, come può essere solito fare un intraprendente bagnino della riviera romagnola. Mi piaceva come persona perché lo ritenevo un ottimo imprenditore che sapeva servire una birra con i modi giusti, fare come dicevo lo “pseudo play boy”, essere manutentore fisico del parco nei mesi invernali e al tempo stesso sapeva gestire la sua azienda in modo molto professionale e imprenditoriale. Quando parlavamo alla sera, se c’era poca gente, mi accorgevo dalle sue parole che niente era lasciato al caso: ogni anno un’attrattiva nuova perché i giovani hanno bisogno di continui stimoli e novità, modalità gestionali e scelte dei giochi che non richiedessero troppo personale per la gestione o troppa manutenzione, menù del bar che fosse buono, redditizio e veloce per saper gestire in modo adeguato i forti picchi di presenze in poche ore della giornata e così via.

La nostra collaborazione durò una stagione, comprammo insieme la struttura, lui metteva il posto e l’afflusso della gente, noi mettevamo la gestione fisica della persona necessaria e così, per tutta quell’estate. Fu una stagione molto bella in quanto, frequentando lo stesso ambiente tutti i giorni e tutte le sere, conobbi parecchi ragazzi del posto e anche parecchi turisti, prevalentemente olandesi, che venivano in ferie nella zona tutti gli anni. Era un lavoro, ma molto divertente, alla sera poi verso le 23.00 il parco chiudeva e io uscivo con gli amici che mi aspettavano per andare da qualche parte a concludere la serata. Terminata la stagione, Franco acquistò la nostra parte della struttura e proseguì nella gestione degli anni futuri; è stato sicuramente un buon affare per lui, visto che ancora oggi i tappeti sono lì, funzionanti e fonte di attrazione per la gente. Un minimo di manutenzione periodica e neanche più la necessità di una persona dedicata, visto che Franco dal bar fornisce i biglietti d’ingresso e fa quel controllo a vista necessario per vedere che le attrezzature non vengano usate in modo improprio dai ragazzi …… sempre nell’ottica dell’imprenditore che ricerca efficienza e redditività dalle sue iniziative.

 

Cominciai anche ad inviare dei curriculum vitae, inizialmente per sondare il terreno, in un certo senso “sparando nel mucchio”; ero consapevole che bisognava seminare molto in quel momento per raccogliere magari un domani, così decisi che era necessario iniziare a farsi conoscere nel mercato, anche se mi avrebbero chiuso le porte in faccia molti a causa del servizio militare ancora da svolgere. Cominciando a riflettere sui curriculum, mi rendevo conto di quanto c’è da dire e da scrivere, al punto che esistono decine di testi specifici sull’argomento e così ho deciso anch’io di dedicare una capitolo completo esclusivamente per questo tema, parlandone sia dal punto di vista di chi cerca lavoro, ma anche dal punto di vista dell’azienda, cioè di chi assume, di cosa cerca, di cosa si aspetta di leggere e così via.

 

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pellegrinelli@glooke.com

Nato a Mantova il 3 maggio 1964 e diplomato come perito elettrotecnico, inizia la sua prima esperienza lavorativa, nel 1984 come commerciale in una agenzia IBM. Successive esperienze commerciali in P&G (7 anni), Montenegro (1 anno) e Tecnica (4 anni) e poi come amministratore delegato di Intersport Italia (4 anni) e infine di Briko spa (3 anni). Ha pensato e creato due startup web, nel 2007 Galileo, un B2B innovativo per contenuti e funzionalità e nel 2012 Truckpooling, il principale comparatore online per spedire merci. Nel 2002 inizia la sua avventura di imprenditore in provincia di Treviso nel commercio al dettaglio di articoli sportivi e subito dopo, nel 2003 con la vendita online nella quale ha maturato ad oggi più di 14 anni di esperienza. Tra i vari siti e-commerce del suo gruppo il principale è Glooke Marketplace ( https://www.glooke.com ), il centro commerciale online con più di 120.000 prodotti praticamente di tutte le merceologie, incluso l’alimentare. Glooke Marketplace vende in 120 Paesi ed ha identificazione fiscale diretta in UK, DE, FR e ES, oltre ad avere circa 20 account nei principali marketplace a livello mondiale. Esperto di Marketplace, è consulente di Ebay e di Confcommercio per le quali ha seguito il progetto “eBay adotta l’Aquila”. Sempre per eBay e Confcommercio si occupa su base continuativa di formazione ed avvio al business online di aziende.

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